L'essenza della sua bellezza era il disincanto.- John Cheever
L'essenza della sua bellezza era il disincanto.
Si chiese perché un essere umano si dovesse sentire, in un mondo nel quale doveva pur vivere, tanto sradicato e miserabile.
Gli amanti, in particolare gli amanti clandestini, posseggono le cose dei loro spasimanti con un'autorità che è sconosciuta nel sacro vincolo del matrimonio.
La saggezza è la conoscenza del bene e del male, non la capacità di scegliere tra le due cose.
La nostra piccola esistenza è racchiusa in un sonno.
Perché le prime note cristalline di un vento di tempesta avevano per lui il suono inconfondibile delle buone notizie, dell'allegria, della lieta novella?
Che cosa desideriamo noi vedendo la bellezza? Desideriamo di essere belli, crediamo che a ciò vada congiunta molta felicità. Ma questo è un errore.
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.
Ad amare una ragazza bella tutti sono capaci.
La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito.
In ultima istanza la bellezza altro non è che un atteggiamento.
La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l'amore.
Ogni bellezza è complicata.
La bellezza è soltanto la promessa della felicità.
E mi piace vestire sexy, mostrare le gambe. La bellezza è un potere.
L'umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza.