Ascoltatemi nel mio dolore, perché può darsi che non vi richiami mai più.- John Neihardt
Ascoltatemi nel mio dolore, perché può darsi che non vi richiami mai più.
Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.
Dolore è più dolor, se tace.
Non dura ininterrottamente il dolore della carne; il suo culmine dura anzi un tempo brevissimo; e ciò che di esso appena oltrepassa il piacere non si protrae molti giorni nella nostra carne. Le lunghe malattie poi arrecano alla carne più piacere che dolore.
Viviamo sotto strati di dolore, uno soggiacente all'altro e che per la presenza di quest'altro non viene percepito, ma che è pronto a far sentire la sua punta non appena quest'altro scompare.
È proprio una vergogna per un individuo assennato che il rimedio al dolore sia la stanchezza di soffrire: è meglio che sia tu a lasciare il dolore, non il dolore te.
Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare.
Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci.
Dolore. Stato d'animo particolare che può essere di origine fisiologica, se il corpo subisce qualche malanno, o psicologica, se ci tocca assistere alla fortuna di qualcun altro.
Dov'è il dolore, là il suolo è sacro.
Un'ora breve di dolore c'impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.