Quando uno dice di non voler parlare di qualcosa, di solito vuol dire che non può pensare ad altro.- John Steinbeck
Quando uno dice di non voler parlare di qualcosa, di solito vuol dire che non può pensare ad altro.
C'è una cosa che in prigione s'impara: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro. Pensare all'oggi, al domani, tutt'al più alla partita di calcio del sabato; ma mai più in là. Prendere il giorno come viene.
La guerra è tradimento e odio, pasticci di generali incompetenti, tortura, assassinio, disgusto, stanchezza, finché poi è finita e nulla è mutato, se non che c'è una nuova stanchezza, un nuovo odio.
Non c'è al mondo persona più pericolosa di quella che vuol far del bene.
L'essenza più preziosa è la solitudine della mente di un uomo.
Tutto quello che vive è sacro.
Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi.
Di ciò di cui non si può parlare, bisogna a poco a poco cessare di tacere.
Le parole false non sono solo male in se stesse, ma infettano l'anima con il male.
La parola è la luce dell'umanità, e la luce è la parola della natura: Nel ciel manda la luce, e la parola Sul labbro dei mortali.
Quando finisco di dire quello che devo dire, finisco di parlare.
Una parola è morta quando vien detta, dicono alcuni. Io dico che comincia a vivere soltanto allora.
È importante e salutare parlare di cose incomprensibili.
Quanto può dirsi, si può dir chiaro; e su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere.
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
Ascoltate il linguaggio del futuro. La parola scomparirà del tutto ed è così che si parleranno gli esseri umani!