Di ciò di cui non si può parlare, bisogna a poco a poco cessare di tacere.- Christa Wolf
Di ciò di cui non si può parlare, bisogna a poco a poco cessare di tacere.
Una famiglia è un'accolita di persone di età e di sesso diversi tese ad occultare rigorosamente imbarazzanti segreti comuni.
Il passato non è morto; non è nemmeno passato. Ce ne stacchiamo e agiamo come se ci fosse estraneo.
Un tempo, le coppie d'amanti prima di separarsi cercavano una stella, su cui i loro sguardi la sera potessero incontrarsi.
Il nostro viaggiare su e giù indica, oltre che curiosità, anche un bisogno, ma di che? Che cosa ci manca?
La ragione è di chi ha successo.
Se è vero che chi gioca a palla impara contemporaneamente a lanciarla e a riceverla, nell'uso della parola invece il saperla accogliere bene precede il pronunciarla.
È incredibile quante cose si dicono quando si parla di altre cose.
È bello scrivere perché riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare a una folla.
A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.
Taluni parlano per potersi ignorare.
La parola è la luce dell'umanità, e la luce è la parola della natura: Nel ciel manda la luce, e la parola Sul labbro dei mortali.
Non sempre dobbiamo parlare sulla piazza del mercato di quello che ci capita nella foresta.
Parlare: ecco la via più sicura per fraintendere, per rendere tutto piatto e insulso.
Solo le parole valgono a fissare uno stato d'animo; esse sole sono un'arma sicura contro l'oblio.
Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.