Non è l'anima ossessionata ma il corpo affamato a creare un reietto.- Joseph Conrad
Non è l'anima ossessionata ma il corpo affamato a creare un reietto.
Un'opera che aspiri, per quanto umilmente, alla condizione di arte, dovrebbe portare in ogni riga la propria giustificazione.
La vita non sopporta che ci si guardi troppo dentro.
Non c'è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino.
Il sole stava per abbandonare la Perla dell'Oceano per altri mari, altre terre.
Nessuna occupazione è seria, neppure quando l'ammenda per il fallimento è rappresentata da una pallottola in petto.
Dopo mesi di fame, ci siamo improvvisamente ritrovati in grado di consumare i pasti come fossero destinati agli dei, e con l'appetito che gli dei avrebbero potuto invidiarci.
Per chi ignora l'appetito il primo morso della fame è al contempo una sofferenza e un'illuminazione.
Non è vergogna aver fame, quando si è onesti.
Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame.
La fame insegna a trovar espedienti.
Nell'anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.
Chi fa un paradiso del suo pane, della sua fame fa un inferno.
Fame e freddo non fanno domande.
L'immaginazione può creare la fame e la sete, produrre secrezioni anormali e causare malattie.
Chi mangia dimentica la fame altrui.