Anelo all'eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.- Khalil Gibran
Anelo all'eternità, perchè lì troverò i miei quadri non dipinti, e le mie poesie non scritte.
Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.
Non chiamare stolto nessuno tra voi, giacché in verità noi non siamo né saggi né stolti. Siamo verdi foglie sull'albero della vita, e la vita stessa è al di là della saggezza e, certo, al di là della stoltezza.
Quanto dolore arrecano al cuore dello sventurato le prediche del fortunato! E quant'è austero il forte quando s'erge a consigliere dei deboli!.
Rimpiangere l'irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze.
La poesia è anche e forse soprattutto lettura del grande libro della natura.
In ogni poesia vi è una contraddizione essenziale. La poesia è molteplicità triturata e che restituisce fiamme.
La poesia dovrebbe essere grande ma discreta; qualcosa che ti penetra dentro senza farti trasalire, senza colpirti in sé stessa, ma col suo messaggio.
La poesia è sentirsi morire.
Niente può essere inutile a un poeta.
Ci vuole più coraggio a concludere, che a fare un verso nuovo: tutti i medici e i poeti lo sanno.
I poeti devono, secondo me, tradurre in versi; la traduzione dei versi in prosa è sempre infedelissima e lontana dall'originale.
La poesia guarisce le ferite inferte dall'intelletto. Consta di componenti opposte, di verità elevatrice e di illusione piacevole.
I poeti che brutte creature, ogni volta che parlano è una truffa.
Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo.