Se non fosse per gli ospiti, ogni casa sarebbe una tomba.- Khalil Gibran
Se non fosse per gli ospiti, ogni casa sarebbe una tomba.
Possiamo ancora vedere la luce di stelle che non esistono più da secoli. Così ancora ti riempie e folgora il ricordo di qualcuno che hai amato per poi vederlo andar via.
L'ovvio é quel che non si vede mai, finchè qualcuno non lo esprime con la massima semplicità.
E' strano come tutti difendiamo i nostri torti con più vigore dei nostri diritti.
Una stanza o una casa diventa sempre simile a chi vi abita. Perfino la grandezza di una stanza varia a seconda della grandezza del cuore.
Se riveli al vento i tuoi segreti, non devi poi rimproverare al vento di rivelarli agli alberi.
Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa.
La gioventù che sta in casa ha sempre un ingegno fatto in casa.
Mi piacciono i temporali, fanno chiudere la gente in casa e lavano via tutta la sporcizia.
Vivo in un monolocale così stretto che se mi metto un paio di ciglia finte spolvero tutti i mobili.
Una stanza! Che sia vestita a lutto e nella miseria, o di seta trapuntata in oro, non sempre è il santuario segreto dove si svolge la più intima delle vite?
La casa: in realtà un tempo era stata orribile, una sentina di vizi architettonici.
Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine.
Non sono un 'pantofolone', ci ho provato, ma la vita domestica con i suoi rituali e le sue abitudini mi toglie l'aria.
La gallina che cammina torna a casa con la pancia piena.
Tra quattro mura ci stava a fatica. Si sentiva soffocare. Adorava il mare vicino. La risacca. L'aria salina. Le notti di tempesta trascorse vicino al faro sulla costa.