Gli ideali che nascono dal pane, fanno perdere il pane.- Leo Longanesi
Gli ideali che nascono dal pane, fanno perdere il pane.
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi figli viziati e ribelli.
Un anno passa rapido, un mese mai.
Noi siamo il cuore d'Europa, ed il cuore non sarà mai né il braccio né la testa: ecco la nostra grandezza e la nostra miseria.
Guardava la sua proprietà terriera con l'occhio di chi l'ha rubata di fresco.
Il popolo italiano è sempre in buona fede.
Chi fa un paradiso del suo pane, della sua fame fa un inferno.
Solitamente giudico un ristorante dal pane e dal caffè.
La dieta dello scapolo: pane e formaggio e baci.
Senza il pane discerner da le giande, dal digiuno e da l'impeto cacciato, le mani e il dente lasciò andar di botto in quel che trovò prima, o crudo o cotto.
L'odore migliore è quello del pane, il gusto migliore, quello del sale, il miglior amore, quello dei bambini.
Il pane col sale placherà bene lo stomaco ululante per la fame.
Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa.
Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo.
La Provvidenza ci ha tagliato l'immortalità a pezzetti, come la nutrice taglia a bastoncelli il pane imburrato al bambino.
Una civilizzazione in cui non si riesce a tostare del pane al punto desiderato, che valore può avere?