L'ironia è il pudore della mia coscienza.- Leo Longanesi
L'ironia è il pudore della mia coscienza.
La verità è il luogo comune dei mediocri.
La fantasia è la figlia diletta della libertà.
La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande scritta: Ho famiglia.
Sono un carciofino sott'odio.
Non interessarsi dell'arte può essere un male, ma interessarsene con cattivo gusto può essere peggio.
Non con l'ira ma col riso s'uccide.
Quando non è fine a sé stesso, cioè non è innocente, il motto è subordinato a due sole tendenze, che a loro volta possono essere viste come unitarie: esso è o un motto ostile (al servizio dell'aggressione, della satira, della difesa) o un motto osceno (al servizio della denudazione).
La letteratura ironica ha un carattere sostanziale: prende tutto sul serio.
Penso che la risata sia la miglior medicina. Se non sai ridere di te stesso, allora non sai ridere della vita e della stupidità di tutto quanto.
Stephen King scrive cose decisamente affascinanti e bizzarre che risultano più ironiche degli horror.
L'ironia irrita. Non perché si faccia beffe o attacchi, ma perché ci priva delle certezze svelando il mondo come ambiguità.
La libertà comincia dall'ironia.
Solo chi non conosce il dolore, può ridere di chi soffre.
Si ricorre al motto tendenzioso con speciale predilezione per poter aggredire e criticare persone altolocate che pretendono di esercitare un'autorità. In questi casi il motto è una ribellione contro questa autorità, una liberazione dall'oppressione che essa esercita.
Tutto ciò che è umano merita, riguardo alla sua genesi, la considerazione ironica; perciò l'ironia nel mondo è così superflua.