L'ironia è il pudore della mia coscienza.- Leo Longanesi
L'ironia è il pudore della mia coscienza.
I ricordi sono come i sogni: si interpretano.
L'arte di trascorrere il tempo è l'arte di non inseguirlo.
L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
Diffidate delle donne intellettuali: finiranno col rintracciare sempre il cretino che le capisce.
La nostra ricchezza è il disordine, che poi è anche la nostra miseria.
L'obiezione, la deviazione, l'allegra sfiducia, il desiderio di ironia sono segni di salute: tutto ciò che è assoluto rientra nella patologia.
L'ironia è l'opposto della mediocrità. Non esiste l'«ironia media». L'ironia è, per definizione, speciale. È la capacità di leggere la realtà in modo originale; e di dominarla, invece di farsene dominare.
L'ironia, se non a ridurre la pena, serve a mascherarla.
L'ironia irrita. Non perché si faccia beffe o attacchi, ma perché ci priva delle certezze svelando il mondo come ambiguità.
Con l'ironia riesco a fare qualsiasi cosa ma se si inizia a entrare nel mood di un tappeto musicale di venti minuti per la nomination, di un ora per dire chi è stato eliminato, lo dico subito che non mi interessa.
Farsi beffe della filosofia vuol dire essere un vero filosofo.
Una donna spiritosa è un tesoro, una bellezza spiritosa è un potere.
Con il mio lavoro mi rapporto in modo giocoso, senza prendermi troppo sul serio, cercando di lavorare al meglio e di divertirmi, qualsiasi sia il ruolo che mi trovo a fare.
Chiamatelo fato o ironia, ma sono nata, tra tutti i Paesi della Terra, in quello meno adeguato per una sostenitrice dell'individualismo.
Ho combattuto così tante volte contro Sugar (Ray Robinson) che sono fortunato a non essere diventato diabetico.