"E lei, è uomo da sentire rimorso?". "Né rimorso né paura. Mai.".- Leonardo Sciascia
"E lei, è uomo da sentire rimorso?". "Né rimorso né paura. Mai.".
Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l'intelligenza, l'intelligenza che è anche «leggerezza», che sa essere «leggera», può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità.
Rispetta il prossimo tuo come te stesso, e anche qualcosa di più.
Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna.
Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.
Tante cose si fanno per il bene degli altri che diventano il male degli altri e il proprio.
Il rimorso di un uomo è la reminiscenza di un altro.
Chi conosce gli uomini sa che il rimpianto di non aver commesso una cattiva azione redditizia è molto più comune del rimorso.
Bologna ombelico di tutto, mi spingi a un singhiozzo e ad un rutto rimorso per quel che m'hai dato che è quasi ricordo, in odor di passato.
Rimorso, l'uovo fatale deposto dal piacere in ogni petto dove si è fatto il nido.
Una volta il rimorso veniva dopo, adesso mi precede.
Provare rimorso per una cosa sbagliata era meglio che niente, ma nessuno rimorso a posteriori poteva espiare la colpa per aver provato gusto nel far del male, fosse bruciare formiche o ammazzare prigionieri.
Questo era un altro rimorso che non sarebbe mai riuscito a diventare un rimpianto.
Se mi guardo alle spalle, vedo più rimorsi che successi.
Pudor, virtude incomoda, Pudor, virtude ingrata; Da colpa (ahi turpe origine !) E da rimorso nata; Pudor, che all'uom contamini I più soavi affetti, Onde in amaro aconito Si cangiano i diletti.
Le vittime sono anch'esse colpevoli, se non altro dei nostri rimorsi.