Il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare.- Lucio Anneo Seneca
Il destino di una persona salita tanto in alto è precipitare.
Nessuna azione sarà considerata innocente, a meno che la volontà non lo sia stata, perché l'azione è stata dettata dalla volontà.
Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle.
Non si compie un'azione virtuosa in vista di un premio: il premio sta nell'averla compiuta.
Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire.
Fidarsi di un malvagio è dargli mezzo per nuocere.
Abbiamo quaranta milioni di ragioni per fallire, ma non una sola scusa.
È meglio fallire nell'originalità che avere successo nell'imitazione.
L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire.
Un fallito è una persona che ha sbagliato e che non è in grado di fare tesoro dell'esperienza.
Per superare la paura, agisci come se fosse impossibile fallire, e così sarà.
Quando fallisci è come morire, non hai più un'identità.
Gli scontenti falliscono sempre perché lo scontento diventa una disdetta. Lo scontento crea ciò che teme; indispone il mondo e irrita le circostanze.
Abbiamo talmente terrore delle disfatte che quelle bugie, all'inizio pateticamente campate per salvare la faccia, piano piano il nostro cervello le elabora, le fa sue, le modifica fino a farle diventare verosimili.
La storia è un catasto di fallimenti. Ognuno ne cava una sua versione inservibile.
La nostra epoca, senile e cancerogena, è la deviazione multipla di tutti i grandi propositi, opposti o confluenti, dal cui fallimento è sorta l'era con cui sono falliti.