La diffidenza chiama l'inganno.- Lucio Anneo Seneca
La diffidenza chiama l'inganno.
È grande chi usa vasellami di argilla come se fossero di argento, ma non lo è meno chi usa l'argento come se fosse argilla; solo i deboli non sono in grado di reggere la ricchezza.
Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.
Il saggio cerca di schivare ogni potenza che possa danneggiarlo, ma per prima cosa si guarda bene dal far vedere che cerca di evitarla.
Nessun uomo è mai stato saggio per caso.
Una grande fortuna è una grande schiavitù.
Chi ha ingannato una volta è sempre sospettato.
Non è tutto oro quello che luccica.
Si inganna meno la persona cui si dice subito no.
L'inferno italiano è popolato di maldestri peccatori che al rifiuto del concetto di colpa e di peccato uniscono la capacità di ridere dei guai in cui si trovano. E poiché il Diavolo laggiù è il padrone, ne deriva la necessità di imbrogliarlo. La nostra commedia è tutta qui.
Quando un giovane risoluto affronta il grande prepotente, il mondo, e lo afferra saldamente per la barba, spesso si sorprende a scoprire che questa gli resta in mano, e che era attaccata solo per spaventare i timidi avventurieri.
Il mercato è un luogo appartato dove gli uomini possono ingannarsi l'un l'altro.
Violenza e frode. In definitiva, così nella storia come nella vita privata, la violenza non chiama che violenza, la frode non chiama che frode. L'uomo, entrato nel movimento del circolo, non ne esce più se non per qualche preveduto e perciò immorale incidente.
Si può ingannare una parte del popolo per tutto il tempo, e questi sono quelli su cui ci si deve concentrare.
Un anziano disse: È tanto facile ingannarsi senza accorgersene quanto è difficile ingannare gli altri senza che se ne accorgano.
Imbrogliami una volta, colpa tua! Imbrogliami due volte, colpa mia! Imbrogliami tre volte, hey, dacci un taglio - questa cosa non è più divertente.