Multos fortuna liberat poena, metu neminem.- Lucio Anneo Seneca
Multos fortuna liberat poena, metu neminem.
Chi non si ritiene molto felice, anche se è padrone del mondo, è un poveretto.
La morte ci consuma giorno per giorno, non ci trascina via all'improvviso.
Fermatevi sospettosi e pavidi di fronte ad ogni bene fortuito: l'esca alletta fiere e pesci e li inganna. Li credete doni della fortuna? Sono trappole.
Non è un'arte quella che arriva allo scopo per caso.
Nessun impero violento durò a lungo: solo quello che è moderato resiste al tempo.
La fortuna è come il vetro: più brilla, più è fragile.
È un errore creder di aver fatto fortuna quando non si sa goderne.
Fortunati coloro che si assorbono quasi per egoismo nell'avvenire e vivono per sé e di ciò che li circonda, e non si curvano su se stessi a perscrutarsi nelle sfumature dei sentimenti e nella contemplazione del passato!
Fortuna, buona notte, sorridi ancora una volta, fai girare la tua ruota.
Solo dall'armonia costituita dai tre principi: capitale, tecnica, lavoro vengono le sorgenti della fortuna.
L'uomo più ricco è quello a cui la fortuna non trova niente da dare.
La fortuna teme i forti e opprime i deboli.
Andrà lontano? Farà fortuna? Raddrizzerà tutte le cose storte di questo mondo? Noi non lo sappiamo, perché egli sta ancora marciando con il coraggio e la decisione del primo giorno. Possiamo solo augurargli, di tutto cuore: Buon viaggio!
L'avversa fortuna non annienta nessuno, se non chi ha illuso la buona.
È più facile non acquistare che perdere, e perciò vedrai più felici coloro che mai la fortuna si è voltata a guardare di quelli che ha abbandonato.