Meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti.- Epicuro
Meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti.
L'essere beato e immortale non ha affanni, ne ad altri ne arreca; è quindi immune da ira e da benevolenza, perché simili cose sono proprie di un essere debole.
L'uomo d'indole bennata deve, al fine di raggiungere il 'destino di salvezza', sorvegliare la propria giovinezza e tenere a freno ciò che corrompe tutto a causa dei desideri furiosi.
Messo di fronte alla necessità della vita, il saggio sa dare piuttosto che ricevere; bastare a se stesso è il suo tesoro.
Facile a disprezzare è ogni dolore: giacché quello che ha intenso il travaglio, ha breve la durata, e quello che nella carne perdura, ha temperato il travaglio.
Ciò che si dissolve non ha più sensibilità, e ciò che non ha sensibilità non è niente per noi.
La fortuna è donna: ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla.
Da ragazzina rifiutavo il mio fisico: non immaginavo che sarebbe stato la mia fortuna.
La gente non conosce la propria fortuna ma quella degli altri non le sfugge mai.
La fortuna assiste sempre le azioni virtuose e la ricompensa, anche se tarda, sicuramente arriva.
Vecchia fama nel mondo li chiama orbi; gent'è avara, invidiosa e superba: dai lor costumi fa che tu ti forbi. La tua fortuna tanto onor ti serba, che l'una parte e l'altra avranno fame di te, ma lungi fia dal becco l'erba.
Potersi sentire felici anche senza la fortuna - questa è fortuna.
I doni della fortuna non si trovano mai uniti al merito.
La fortuna è capricciosa; una negligenza, una disattenzione, un niente può irritarla.
La fortuna dà troppo a molti, a nessuno abbastanza.
Ciò che è effetto di sola fortuna non si ripete con tanta simiglianza due volle.