Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire.- Luigi Pirandello
Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire.
È naturale che illusioni e disinganni, dolori e gioie, speranze e desideri ci appaiano vani e transitori, di fronte al sentimento che spira dalle cose che restano e sopravanzano ad essi, impassibili.
L'umorismo non ha affatto bisogno d'un fondo etico, può averlo o non averlo: questo dipende dalla personalità, dall'indole dello scrittore.
Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell'infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell'Universo.
Non c'è mendicanti mediocri. I mediocri sono tutti sennati e risparmiatori.
Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.
Viviamo in un secolo di urlatori, in cui anche la crociata contro l'urlo non si può fare che urlando.
L'uomo che vive più a lungo e quello che vive meno, quando muoiono, perdono la stessa unica cosa.
I giovani credono di vivere in eterno e perciò assecondano ogni pensiero e ogni desiderio. I vecchi si sono già accorti che da qualche parte c'è una fine, e che tutto ciò che si possiede e si fa per sè soli, alla fine cadrà in una fossa.
Vivere con semplicità e pensare con grandezza.
Le donne non sanno vivere senza sapere quello che avviene dentro di loro. Gli uomini non sanno vivere senza sapere quello che succede fuori di loro: nel mondo.
Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere.
Ieri passò, domani non ha certezza. Vivi tu adunque oggi.
Dovremmo vivere semplicemente, in modo che altri possano semplicemente vivere.
Se devi vivere tutta la vita strisciando come un verme, alzati e muori!
L'uomo preferisce vivere male cent'anni che bene cinquanta.