Vivo alla morte, ma morto alla vita.- Luigi Pirandello
Vivo alla morte, ma morto alla vita.
Sorte miserabile quella dell'eroe che non muore, dell'eroe che sopravvive a se stesso.
Ogni cosa, finché dura, porta con sé la pena della sua forma, la pena d'esser così e di non poter essere più altrimenti.
Le mogli? Fatte apposta per scoprire i difetti del marito.
Di solito, alle normali operazioni della giustizia non è da rimproverare la fretta.
Fare, fare. Fare per fare, senza vedere neppure quello che fate, perché lo fate. E la giornata è passata.
Chi sa morire, non ha più padrone.
La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
La morte acuisce i desideri.
Morire non significa nulla, ma vivere sconfitti e senza gloria significa morire ogni giorno.
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
La morte è il fondo scuro che serve a uno specchio se vogliamo vedere qualcosa.
L'uomo conta sull'immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
Dal mio corpo in putrefazione cresceranno dei fiori, e io sarò dentro di loro: questa è l'eternità.
Tutti dicono "Che disgrazia dover morire": strana lagnanza da parte di gente che ha dovuto vivere.