Gli aforismi sono il monoteismo degli esuli.- Luigi Trucillo
Gli aforismi sono il monoteismo degli esuli.
Di notte la solitudine si scuce, il giradischi svapora e, all'improvviso, il proprio guanciale è una penna.
L'originalità ha bisogno di tirocinio.
Alcuni resistono aggrappati all'orlo dell'immaginazione.
Il talento è un furto di natura.
La lingua batte dove la mente duole.
Togliete il superfluo dal mondo, e resterà un aforisma.
Quando qualcuno non sa cosa concepire e non è una donna, concepisce un aforisma.
Per scrivere aforismi occorre esperienza, saggezza. Senza aver saggiato, pesato le cose e gli uomini, non può esistere pensiero aforistico.
L'aforisma da antico precetto medico si è trasformato in moderna pillola di saggezza esistenziale.
L'aforisma sollecita il pensiero, sprona a nuove azioni e riflessioni. Forse è per questo che di norma si parla di aforismi e non di aforisma. Ogni aforisma chiede nuovi aforismi, successivi sviluppi di pensiero.
L'aforisma è una sorta di gemma, tanto più preziosa quanto più rara, e godibile solo in dosi minime.
L'aforisma è il tentativo di risolvere dialetticamente il conflitto tra esperienza e riflessione.
L'aforisma è il boia della prolissità.
Gli aforismi non devono essere verità "escogitate", ma illuminazioni istantanee che vengono dall'inconscio.
Gli aforismi, sia i miei che quelli di ogni altro, sono sempre falsi, intrinsecamente falsi. Anche questo.