Cessando di essere pazzo, diventò stupido.- Marcel Proust
Cessando di essere pazzo, diventò stupido.
Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.
Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati.
Siamo costretti, per rendere la realtà sopportabile, a coltivare in noi qualche piccola follia.
Più tardi si vedono le cose in modo più pratico, pienamente conforme con il resto della società, ma l'adolescenza è il solo tempo in cui si sia imparato qualcosa.
Forse l'immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall'immobilità del nostro pensiero nei loro confronti.
In questo mondo devi essere matto. Se no impazzisci.
Via, vane gioie illusorie Prole della follia, generate senza padre.
La follia fa paura soltanto al potere. E sai perché? Perché il potere sa spiegare la nevrosi, con la psicanalisi e i calmanti, ma non sa cosa rispondere alla follia.
L'uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando.
Quando ci ricordiamo di essere tutti folli, i misteri della vita scompaiono e la vita trova una spiegazione.
Non esiste grande genio senza una dose di follia.
La scienza, come la poesia, si sa che sta a un passo dalla follia.
È una follia seconda a nessuna il volersi impicciare a correggere il mondo.
La pazzia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli e nei tempi è la regola.
Se riuscire a dimenticare è segno di sanità mentale, il ricordare senza posa è ossessione e follia.