I nostri nemici muoiono quando la loro morte non ci reca né vantaggio né piacere.- Marcel Proust
I nostri nemici muoiono quando la loro morte non ci reca né vantaggio né piacere.
Forse l'immobilità delle cose intorno a noi è loro imposta dalla nostra certezza che sono esse e non altre, dall'immobilità del nostro pensiero nei loro confronti.
Per un'affezione che i medici guariscono coi loro farmaci, costoro ne provocano dieci in soggetti sani, inoculando quell'agente patogeno mille volte più virulento di qualunque altro microbo: l'idea di essere malati.
La rassegnazione, modalità dell'abitudine, permette a certe forze di accrescersi indefinitamente.
Viviamo di solito nell'abitudine, con il nostro essere ridotto al minimo. Le nostre facoltà restano addormentate, riposando sui guanciali dell'abitudine: essa sa quello che c'è da fare e non ha bisogno di loro.
Certe qualità aiutano a sopportare i difetti del prossimo [...] e un uomo di grande ingegno presterà di solito meno attenzione alla stupidità altrui di quanta ne presterebbe uno sciocco.
Non esiste nemico più temibile di quello di cui nessuno ha più paura.
Poiché siamo costretti tra le sbarre di una prigione, la nostra non è la disdicevole fuga del disertore di fronte al nemico, ma la legittima evasione del prigioniero.
L'istruzione è pericolosa. Ogni persona istruita è un nemico futuro.
Il conformismo è il carceriere della libertà e il nemico della crescita.
L'anima è la più angosciante spia che un nemico possa mandare.
Perfino i paranoici hanno veri nemici.
Nulla è più pericoloso di un amico senza discernimento: perfino un nemico prudente è preferibile.
Ai giudizi dei nemici vuolsi avere sempre la debita osservanza.
Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticarti mai i loro nomi.
Il segreto per lottare con successo: metti in svantaggio il tuo nemico e non combattere mai con lui ad armi pari per nessun motivo.