La fortuna è cieca.- Marco Tullio Cicerone
La fortuna è cieca.
La superstizione è un'insana paura di Dio.
Con la consuetudine si forma quasi un'altra natura.
Bisogna essere servi delle circostanze.
La liberalità non ha fondo.
È grande la forza dell'abitudine.
A causa dell'irresistibile forza delle circostanze fallisce anche l'uomo migliore, e da questo gli viene spesso l'attributo di mediocre. Ma la fortuna a lungo andare arride per lo più alle persone capaci.
La natura ci tradisce, la fortuna cambia, un dio guarda dall'alto tutte queste cose.
Gli stolti temono la fortuna, i saggi la sopportano.
La fortuna dà troppo a molti, a nessuno abbastanza.
E' molto facile accumulare fortuna od avere successo se lo fai a tutti i costi. Se lo vuoi fare cercando di non disturbare il prossimo è un po' più difficile ma dà molte più soddisfazioni.
La Dea Fortuna vi passa accanto solo per un istante e se non siete pronti ad afferrarla per la veste, non avrete più una seconda possibilità.
Che un uomo, sia pure dotato della più gran fermezza ed energia, cada in deliquio ad un'improvvisa percossa della fortuna, non deve meravigliare. Si uccide un uomo con l'imprevisto come un bue con la mazza.
E proprio della natura umana trovare i modelli dove non ce ne sono e scoprire abilità dove in realtà la fortuna è la spiegazione più probabile.
Stammi a sentire: non ti fidare di chi ti dice che solo con le tue forze puoi farcela. Ci vuole anche ciorta, come diciamo qua.
Solo dall'armonia costituita dai tre principi: capitale, tecnica, lavoro vengono le sorgenti della fortuna.