Nulla c'è che Dio non possa fare.- Marco Tullio Cicerone
Nulla c'è che Dio non possa fare.
È vergognoso esser stanchi d'indagare se ciò che cerchiamo è eccellente.
Quanto più uno ha fiducia in sé, quanto più è armato di virtù e di saggezza, in modo da non aver bisogno di nessuno e da considerare ogni suo bene un fatto interiore, tanto più eccelle nel cercare e nel coltivare le amicizie.
E nemmeno è utile sapere ciò che accadrà: gran miseria angustiarsi per ciò cui non puoi porre rimedio.
Ignorare quello che è avvenuto prima della nostra nascita equivale a rimanere sempre bambini.
È meglio ricevere che fare ingiustizia.
Prima di bruciare vivo Vanini, un pensatore acuto e profondo, gli strapparono la lingua, con la quale, dicevano, aveva bestemmiato Dio. Confesso che, quando leggo cose del genere, mi vien voglia di bestemmiare quel dio.
Se Dio esiste, una conseguenza necessaria della sua giustizia è un'altra vita per l'uomo, che patì in un mondo così ingiusto.
Il miglior modo per amare Dio è amare molte cose.
Dio fu un errore. Ma è difficile stabilire se fu commesso troppo presto o troppo tardi.
La parola "mai" è quella a cui tende l'orecchio Dio quando ha voglia di farsi una risata.
La logica matematica non ha mai scoperto un teorema che negasse l'esistenza di Dio. E non c'è una sola scoperta scientifica che possa portare alla negazione di Dio.
Dio pensa nel genio, sogna nel poeta e dorme nella restante umanità.
L'idea di un Dio, un essere onnisciente, onnipotente, e che inoltre ci ama, è una delle più azzardate creazioni della letteratura fantastica.
Il problema di Dio è che deve passare comunque attraverso le nostre anime e le nostre interpretazioni. Questo ci dice anche che Dio è incertezza.
Anche quando ho saputo che la gente mi aveva imbrogliato, l'importante era il mio comportamento, perché io devo rispondere a Dio. Non posso essere responsabile delle azioni delle altre persone: essi dovranno rispondere a Dio per loro stessi.