Il colloquio, con la sua unità, sorregge il nostro esserci.- Martin Heidegger
Il colloquio, con la sua unità, sorregge il nostro esserci.
Il nichilismo. Non serve a niente metterlo alla porta, perché ovunque, già da tempo e in modo invisibile, esso si aggira per la casa. Ciò che occorre è accorgersi di quest'ospite e guardarlo bene in faccia.
La filosofia è alla fine.
Solo quando pensiamo intensamente a cosa è già stato pensato comprenderemo il senso corretto di quello che è già stato pensato.
Siamo troppo in ritardo per gli dei, troppo in anticipo per comprendere l'Essere.
Chi fa un libro ci mette dentro, di solito la parte migliore di sé; e per questo, conversare con i libri, è più piacevole che conversare con gli uomini.
Nella conversazione ci si astenga da osservazioni intese a correggere: poiché offendere la gente è facile, migliorarla difficile, se non impossibile.
Un abito silenzioso nella conversazione, allora piace ed è lodato, quando si conosce che la persona che tace ha quanto si richiede e ardimento e attitudine a parlare.
Molti sanno discutere, pochi conversare.
Alla conversazione durante un party nessuno contribuisce più degli assenti.
Com'è pesante la conversazione con la gente leggera!
Il legame di ogni rapporto, sia nel matrimonio sia nell'amicizia, sta nella conversazione.
Negli spiccioli della conversazione è facile infilare monete false.
Le conversazioni assomigliano ai viaggi per mare: ci si stacca da terra quasi senza accorgersene, per avvedersi poi di aver lasciato riva solo quando si è già molto lontani.