Il colloquio, con la sua unità, sorregge il nostro esserci.- Martin Heidegger
Il colloquio, con la sua unità, sorregge il nostro esserci.
Solo quando pensiamo intensamente a cosa è già stato pensato comprenderemo il senso corretto di quello che è già stato pensato.
Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un completo dominio della tecnica. Di gran lunga più inquietante è che l'uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento del mondo.
Se prendo la morte nella mia vita, la riconosco, e l'affronto a viso aperto, mi libererò dall'angoscia della morte e dalla meschinità della vita - e solo allora sarò libero di diventare me stesso.
La grandezza dell'uomo si misura in base a quel che cerca e all'insistenza con cui egli resta alla ricerca.
L'angoscia è la disposizione fondamentale che ci mette di fronte al nulla.
Com'è pesante la conversazione con la gente leggera!
La conversazione più felice è quella di cui non ci si ricorda nulla distintamente tranne l'effetto generale di un'impressione piacevole.
Non ho mai voglia di conversare con un uomo che ha scritto più di quanto abbia letto.
La conversazione dovrebbe sfiorare tutto, ma non soffermarsi su nulla.
Maleducazione, irresponsabilità, doppiezza e stupidità sono le caratteristiche delle reali interazioni umane: la materia delle conversazioni, la causa di molte notti insonni.
La conversazione erudita è o l'affettazione dell'ignorante, o la professione di colui che è mentalmente disoccupato.
In un colloquio un po' lungo anche il più saggio diventa una volta pazzo e tre volte minchione.
Molti sanno discutere, pochi conversare.
Chi fa un libro ci mette dentro, di solito la parte migliore di sé; e per questo, conversare con i libri, è più piacevole che conversare con gli uomini.
Alla conversazione durante un party nessuno contribuisce più degli assenti.