Sono appena tornato da un viaggio di piacere: ho accompagnato mia suocera all'aeroporto.- Milton Berle
Sono appena tornato da un viaggio di piacere: ho accompagnato mia suocera all'aeroporto.
Un pessimista costruisce sempre prigioni in aria.
Non viaggio mai in aereo. Il viaggio verso l'aeroporto mi fa venire il mal d'auto.
Ha senso che un australiano viaggi in India per incontrare altri australiani?
Nessun vascello c'è che, come un libro, possa portarci in contrade lontane.
Non si fa un viaggio. Il viaggio ci fa e ci disfa, il viaggio ci inventa.
Si viaggia non per cambiare luogo, ma idea.
Durante i viaggi di individui ne incontriamo tanti, entriamo in confidenza: amici, incontri, amanti. Sempre veniamo di nuovo distanziati, dalla morte, geografia, o dai nuovi arrivati, Solo ci resta del telefono il segnale, e sotto le coperte vuoto e freddo glaciale.
Diversivo, distrazione, fantasia, cambiamenti di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell'aria che respiriamo.
Sta viaggiando: è entrato in quel misterioso gerundio dell'anima che è l'eterno presente del viaggio.
Una volta che da un interesse qualsiasi nasce un legame, capita che quel paese ci apra il suo cuore tutt'a un tratto e mostrandoci molte cose. A quel punto la storia di quel paese ci si spalanca davanti agli occhi come se si trattasse di qualcosa di nostro.
Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinato a favore del caso, la rinuncia del quotidiano.
Partiamo all'alba, con il cervello ardente, il cuore gonfio di rancore e desideri amari, e andiamo, docili al ritmo delle onde, cullando l'infinito nostro sul finito dei mari...