È bello e dolce morire per la patria.- Orazio
È bello e dolce morire per la patria.
Domani torneremo a navigare l'immenso mare.
L'avversità ha l'effetto di stimolare dei talenti che, in condizioni di prosperità, sarebbero rimasti dormienti.
Mentre stiamo parlando il tempo invidioso sarà già fuggito. Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Disavventure, eventi imprevisti, situazioni aperte, svelano la bravura di un generale, mentre il successo nasconde la sua debolezza, i suoi punti deboli.
Non chiamar felice chi possiede molte ricchezze; si addice di più quel termine a chi sa curare da saggio i doni degli dei, e sa sopportare la dura povertà; a chi teme di più il disonore che la morte, e non esita a perdere la vita per i cari amici o per la patria.
Un uomo che si rispetti non ha patria.
La patria è dove si vive felici.
Non esiste infatti maggior trionfo di quello che può offrire la patria.
Un soldato deve essere pronto a morire per la sua patria. Anche a costo della vita.
Desiderare la grandezza del proprio paese è desiderare il male dei propri vicini. Chi volesse che la propria patria non fosse mai né più grande né più piccola, né più ricca né più povera, sarebbe cittadino dell'universo.
Esponiamo alla malignità, le più belle ricerche, a misura, che le crediamo opportune, per il felice sviluppo delle grandezze della nostra Patria.
Morire per la patria non è una triste sorte, è conquistare l'immortalità con una bella morte.
La terra alla femmina, la patria al soldato, questa è l'ultima marcia e andiamo a morire.
Patria è dove si soggiorna e si lucra commodamente.