Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.- Orazio
Chi passa i mari muta il cielo, non l'anima.
I venti squassano soprattutto i pini più maestosi, le torri più alte crollano con maggior rovina e i fulmini colpiscono le cime più elevate.
La stirpe e il valore, se non sono uniti alla ricchezza, valgono meno di un alga.
Le montagne partoriranno e nascerà un ridicolo topolino.
L'uomo o impazzisce o scrive versi.
Le folgori colpiscono i monti più alti.
E non c'è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante in cui l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.
Chi viaggia solo può partire oggi, ma chi viaggia in compagnia deve attendere finché l'altro non è pronto.
Gradiva le differenze: forse per questo viaggiò tanto.
Partire, è un po' morire, è morire rispetto a ciò che si ama: si lascia un frammento di se stessi in ogni ora e in ogni luogo.
Il viaggio perfetto è circolare. La gioia della partenza, la gioia del ritorno.
Grazie al sistema autostradale interstatale, è ora possibile viaggiare da costa a costa senza vedere niente.
La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada. La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
Nel viaggio della vita non si danno strade in piano: sono tutte o salite o discese.
Si esce dal labirinto allontanandosi dal suo centro, andando verso la periferia.
Sono stata ovunque e visto tutto e fatto tutto.