Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.- Orazio
Uno stomaco raramente digiuno disprezza i cibi volgari.
Sole fecondo, che col carro ardente porti e nascondi il giorno, e nuovo e antico rinasci, nulla piú grande di Roma possa mai tu vedere!
Cogli il giorno presente confidando il meno possibile nel futuro.
Non cercar di sapere quel che avverrà domani.
Un'inquietudine impotente ci tormenta, e andiamo per acque e terre inseguendo la felicità. Ma ciò che insegui è qui, se non ti manca la ragione.
Per evitare un difetto, gli stolti cadono nel difetto contrario.
Bisogna alzarsi da tavola con la fame.
La dieta è una guerra. E se la dieta è una guerra, io faccio l'obiettore di coscienza.
Non ho intenzione di fare la fame per dimagrire. Voglio godermi la vita e non posso certo farlo se non mangio e sono triste.
Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.
Nascendo, l'uomo ha ricevuto dal suo stomaco l'ordine di mangiare tre volte al giorno, per recuperare le forze che gli tolgono il lavoro e più spesso ancora la pigrizia.
A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?
La cosa più rivoltante che si possa mai immaginare è l'interno della bocca di un cammello. Quella e il vedere una ragazza che mangia un polipo o un calamaro.
Mangiare è l'atto più politico, militante e civile che possiamo compiere ed è il primo passo per riconquistare il senso critico affinché il nostro ruolo di consumatore si trasformi attivamente in consum-attore.
Lavorare, mangiare, bere, dormire, amare: tutto deve essere misurato.
Il più forte mangia il più debole, e nessuno muove un dito.