Al povero non va dato ciò che è possibile a noi ma ciò di cui lui ha bisogno.- Oreste Benzi
Al povero non va dato ciò che è possibile a noi ma ciò di cui lui ha bisogno.
Noi viviamo nella società del profitto. L'uomo investe ciò che è e ciò che ha per riavere aumentato ciò che investe. Nella società del gratuito invece l'uomo investe per partecipare e comunicare e il criterio per impegnarsi a produrre i beni per tutti è l'amore.
L'uomo è maturo quando arriva a capire che c'è il mistero, cioè che tutto non si riduce a quello che lui vede e capisce.
L'uomo separato dagli altri è già ingoiato da satana. La nostra gioia vince questa morte spaventosa.
Il grazie è abituale sulle labbra di chi non si sente padrone di nulla e comprende che nulla di ciò che ha è suo.
Per ogni povero che impallidisce di fame, c'è un ricco che impallidisce di paura.
È bello essere poveri anche perché quando ti avvicini ai settant'anni i tuoi figli non cercano di dichiararti non sano di mente per prendere il controllo delle tue proprietà.
La povertà è una forma di alitosi spirituale.
"Ricco no" - disse - "sono un povero con soldi, che non è la stessa cosa."
Perché tanta gente dovrebbe essere ridotta a tanta povertà per il bene di così pochi? La Società avrà dunque per scopo puntuale quello di liberare il lavoratore dalla sua miseria.
Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.
Essere poveri è il meno. È l'esser conosciuti come poveri, che fa male.
Per arricchire Dio, l'uomo deve impoverirsi; affinché Dio sia tutto, l'uomo deve essere nulla.
Non bisogna mai disprezzare i poveri, perché questo disprezzo ricade su Dio.
Quando ero piccolo ero così povero che pensavo che gli aiuti governativi fossero una marca.