Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare... nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.

Oscar Wilde
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La nostra interpretazione

La riflessione mette al centro l’idea che il vero spreco dell’esistenza non risieda negli errori commessi, ma nelle occasioni che non si sono avute il coraggio di vivere. La vita viene mostrata come un terreno di possibilità: amare, agire, rischiare. Quando si trattengono i sentimenti, quando non si ha il coraggio di esprimere l’affetto che si prova, si crea un vuoto che non può più essere colmato. Le potenzialità inespresse e le capacità non utilizzate diventano rimpianti, perché ciò che avrebbe potuto dare senso alle giornate non si è mai trasformato in realtà. La prudenza esagerata, quella che nasce dall’egoismo e dalla paura di soffrire, appare come una falsa protezione. Si evitano dispiaceri immediati ma si sacrifica una felicità più profonda e autentica. L’assenza di rischio diventa assenza di vita piena. Ne emerge un invito a non lasciare che la paura del dolore, del rifiuto o del fallimento impedisca di dare al mondo la parte più vera di sé. In questo orizzonte, la felicità non è qualcosa che arriva da sola, ma il risultato di un atto di coraggio: scegliere di amare, di usare il proprio potere creativo e umano, e di esporsi all’incertezza pur di non tradire la propria vocazione alla pienezza.

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