Chi non vuol lavorare neppure mangi.- Paolo di Tarso
Chi non vuol lavorare neppure mangi.
Se Cristo non è risorto, allora la nostra predicazione è senza senso, senza senso pure la nostra fede.
L'amore è incompatibile con l'ipocrisia.
Le donne siano vestite con decoro, adorne con modestia e verecondia.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento. Un generico riconoscimento di questo fatto è manifesto nella frase proverbiale: "L'uomo più occupato è quello che ha tempo da perdere."
Questo secolo di pedagogia proletaria predica la dignità del lavoro, come uno schiavo che calunnia l'ozio intelligente e voluttuoso.
Tutta la grandezza del lavoro è dentro l'uomo.
Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare.
Naturalmente il lavoro non può dare felicità se non ha successo. Ma se lo ha, riempie le giornate e dà un'immensa gioia.
Si è troppo inclini a credere che, se si ha un po' di talento, il lavoro debba riuscire facile. Impegnati sempre, uomo, se vuoi fare qualche cosa di grande.
Legittimo è il desiderio del necessario, e il lavoro per arrivarci è un dovere: «se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangiare».
Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
Ogni difficoltà è vinta dall'aspro lavoro, e dal bisogno che incalza nelle dure vicende.