Il lavoro è umano solo se resta intelligente e libero.- Papa Paolo VI
Il lavoro è umano solo se resta intelligente e libero.
L'avarizia delle persone, delle famiglie e delle nazioni può contagiare i meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che soffoca lo spirito.
Noi non neghiamo alla critica i suoi diritti, né rimproveriamo al genio dei giovani il suo istinto di emancipazione e di novità. Ma riteniamo non degno di giovani il decadentismo iconoclasta e privo di amore dei contestatori di mestiere.
Gli animali sono la parte più piccola della creazione divina, ma noi un giorno li rivedremo nel mistero di Cristo.
Anche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell'impronta universale del peccato e della universale attesa della redenzione.
Per essere autentico l'amore deve essere totale, esclusivo, irrevocabile, irreversibile.
L'autore loda il suo lavoro.
È evidente che più la società si fa tecnologica, più si riducono i posti di lavoro. E paradossalmente quello che è sempre stato il sogno più antico dell'uomo: la liberazione dal lavoro si sta trasformando in un incubo.
Ogni lavoro comincia con travaglio.
Il lavoro intellettuale strappa l'uomo alla comunità umana. Il lavoro materiale, invece, conduce l'uomo verso gli uomini.
Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
Il frutto del lavoro è il più dolce dei piaceri.
Con l'abitudine, il lavoro appare più leggero.
Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.
Chi non vuol lavorare neppure mangi.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.