L'autore loda il suo lavoro.- Ovidio
L'autore loda il suo lavoro.
Ebbrezza vera può ben darti danno, giovarti finta: fa' che la tua lingua balbetti incerta e subdola ad un tempo, onde ciò che tu fai, ciò che tu dici di troppo audace e spinto, sia creduto frutto di troppo vino.
Non sono né le ricchezze, né la fama degli avi a rendere grandi, ma l'onestà e le capacità intellettuali.
Un amante teme tutto quello che crede.
Ti odierò, se potrò; altrimenti ti amerò mio malgrado.
L'amore ha più fiele che miele.
Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane.
Naturalmente il lavoro non può dare felicità se non ha successo. Ma se lo ha, riempie le giornate e dà un'immensa gioia.
È la fatica dell'uomo che nutre l'ozio alle donne.
Il lavoro rivela il carattere delle persone: alcuni si tirano le maniche, altri girano al largo e altri ancora non si fanno proprio vedere.
Il diritto di vivere non si paga con un lavoro finito, ma con un'infinita attività.
Il lavoro non mi piace - non piace a nessuno - ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà - per se stesso, non per gli altri - ciò che nessun altro potrà mai conoscere.
Mi piace di veder lavorare! È così che il lavoro diventa una consolazione.
Chi non vuol lavorare neppure mangi.
Lo Stato si fonda sulla schiavitù del lavoro. Se il lavoro diventerà libero, lo Stato sarà perduto.
Il lavoro deve produrre uomini prima che cose.