Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.- Leo Longanesi
Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.
La famiglia è uno stato che riceve autorità dalla noia, dalle convenienze e dalla paura di morir soli in casa.
Non c'è posto per la fantasia, ch'è la figlia diletta della libertà.
È così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa e a un funerale il morto.
La miseria italiana è la grande scusa che permette al governo di gettar via denari.
Ogni forma di educazione è un atto di arbitrio.
Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
Il lavoro non mi piace - non piace a nessuno - ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà - per se stesso, non per gli altri - ciò che nessun altro potrà mai conoscere.
Con l'abitudine, il lavoro appare più leggero.
Il lavoro è l'amore reso visibile.
Il lavoro consiste in qualsiasi cosa il corpo sia obbligato a fare... Giocare consiste in qualsiasi cosa che il corpo non sia obbligato a fare.
L'autore loda il suo lavoro.
È la fatica dell'uomo che nutre l'ozio alle donne.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
Il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento. Un generico riconoscimento di questo fatto è manifesto nella frase proverbiale: "L'uomo più occupato è quello che ha tempo da perdere."
Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane.