Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.- Lucio Anneo Seneca
Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.
È vergognoso dire una cosa e pensarne un'altra: ma scrivere una cosa e pensarne un'altra lo è ancora di più.
Nessuno è più infelice che la maggior parte di quelli che sono generalmente ritenuti felici.
Noi siamo l'uno per l'altro un teatro sufficientemente grande.
Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl'importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere.
Le proprie forze non si apprendono se non sperimentandole.
Più avete da lavorare e più dovete pregare, per essere strumenti docili nelle mani di Dio.
Naturalmente il lavoro non può dare felicità se non ha successo. Ma se lo ha, riempie le giornate e dà un'immensa gioia.
Il lavoro è l'ultima risorsa dei coglioni.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
Lavorare stanca.
Non esistono surrogati del duro lavoro.
Se le masse lavoratrici rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'è grandezza di popolo, né dentro, né oltre i confini della Patria.
Il lavoro è tenue, ma darà non tenue gloria.
In qualunque mestiere, in qualunque professione è bene tenere conto di questo: chi lavora egoisticamente non arriva a niente. Chi lavora altruisticamente se lo ritrova, il lavoro fatto.
Non mi piace il lavoro anche se è qualcun altro a farlo.