Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.- Lucio Anneo Seneca
Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.
Rifletti a lungo se è il caso di accogliere qualcuno come amico, ma, una volta deciso, accoglilo con tutto il cuore e parla con lui apertamente come con te stesso.
Il culmine di una vita felice è una sicura tranquillità e una inalterata fiducia in essa.
È necessario che tu viva per un'altra persona se vuoi vivere per te stesso.
Spesso è inutile e vana la volontà non di chi intraprende cose facili, ma di chi vuole che siano facili le cose che ha intraprese.
Sono pochi quelli che decidono saggiamente su se stessi e sulle proprie cose. Tutti gli altri, a somiglianza degli oggetti che galleggiano nei fiumi, non vanno da sé, ma sono trasportati.
Niente è veramente lavoro a meno che non preferiate fare qualcos'altro.
Il frutto del lavoro è il più dolce dei piaceri.
L'abitudine al lavoro modera ogni eccesso, induce il bisogno, il gusto dell'ordine; dall'ordine materiale si risale al morale: quindi può considerarsi il lavoro come uno dei migliori ausiliari dell'educazione.
Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
Già per Locke, a fondare il diritto di proprietà può essere solo il lavoro, di cui risulta incapace un popolo dedito esclusivamente alla caccia.
Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.
Il lavoro è l'amore reso visibile.
Il lavoro rivela il carattere delle persone: alcuni si tirano le maniche, altri girano al largo e altri ancora non si fanno proprio vedere.