Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.- Lucio Anneo Seneca
Il lavoro caccia i vizi derivanti dall'ozio.
Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla.
Voglio che la gioia non ti manchi mai, che ti nasca in casa.
E' invulnerabile non chi non viene colpito, ma chi non si sente ferito.
Tra chi ha un amico e chi lo cerca c'è differenza, come tra il contadino che miete e quello che semina.
È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
Ogni lavoro comincia con travaglio.
Chi non vuol lavorare neppure mangi.
Il lavoro migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.
Il lavoro è il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare.
Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
È la fatica dell'uomo che nutre l'ozio alle donne.
Quando qualcuno mette troppo entusiasmo nel suo lavoro, ho sempre l'impressione che sprechi più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare.
Legittimo è il desiderio del necessario, e il lavoro per arrivarci è un dovere: «se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangiare».
Il lavoro non mi piace - non piace a nessuno - ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà - per se stesso, non per gli altri - ciò che nessun altro potrà mai conoscere.
Il lavoro è un diritto dell'uomo: se l'uomo è povero è addirittura un dovere.