Non c'è vera ricchezza all'infuori dell'umano lavoro.- Percy Bysshe Shelley
Non c'è vera ricchezza all'infuori dell'umano lavoro.
Più studiamo, più scopriamo la nostra ignoranza.
Che cos'è l'amore? Domanda a chi vive, cosa sia la vita; domanda a chi adora che cosa sia Dio.
I poeti sono i non riconosciuti legislatori del mondo.
Chi non ama il suo prossimo vive una vita sterile e prepara una tomba miserabile per la sua vecchiaia.
I gesti familiari sono belli attraverso l'amore.
La ricchezza copre tutto: la volgarità, la stupidità, l'ignoranza. È frutto non di doti speciali, ma di abilità che a volte accomunano il ricco e il criminale.
Con la ricchezza, diceva Orazio, crescono le preoccupazioni. Con la povertà, non diminuiscono.
La ricchezza illumina la mediocrità.
Dura è la povertà che nasce dalla ricchezza.
Se i ricchi non sono felici, vuol dire che nessuno può essere felice.
L'uomo è tanto più ricco quanto meno costano i suoi piaceri.
L'ambizioso deve sempre lottare contro la sue epoca con le armi dell'epoca. Nella nostra epoca si ha il culto della ricchezza e il nostro dio è l'oro. Per riuscire occorre la ricchezza, quindi ad ogni costo bisogna essere ricchi.
Ogni uomo ambizioso deve lottare contro il suo secolo con le proprie armi. Ciò che questo secolo adora è la ricchezza. Il Dio di questo secolo è la ricchezza.
La libertà consiste nell'essere padrone della propria vita e nel fare poco conto delle ricchezze.
Il ricco è un cattivo povero, uno straccione troppo puzzolente di cui le stelle hanno paura.