Ogni re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati.- Platone
Ogni re deriva da una stirpe di schiavi ed ogni schiavo ha dei re tra i suoi antenati.
Non ho mai conosciuto un matematico che sapesse ragionare.
La scienza non è altro che percezione.
Il buon giudice non deve essere giovane, ma anziano, uno che ha appreso tardi che cosa è l'ingiustizia, senza averla sentita come personale e insita nella sua anima, ma per averla studiata, come una qualità altrui, nelle anime altrui.
La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.
Se gli uomini sono persone sagge e si sanno accontentare, anche la vecchiaia è un peso sopportabile. In caso diverso, a un tale individuo, risulta penosa... non solo la vecchiaia ma anche la giovinezza.
La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori.
Dello schiavo, che è uno strumento vivente, bisogna aver cura nella misura in cui è buono al lavoro.
Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo.
I peggiori sostenitori della schiavitù sono coloro che trattano bene gli schiavi.
Re e preti, nel condannare la dottrina del suicidio, hanno voluto assicurare la durata della nostra schiavitù. Intendono tenerci chiusi in una cella senza uscita, come quello scellerato della Commedia di Dante che fa murare la porta della prigione dove era rinchiuso lo sventurato Ugolino.
Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile.
Lo schiavo che ama la sua vita da schiavo ha una vita da schiavo?
Un capo, una persona, significano un padrone e milioni di schiavi.
Rifiutando il concetto di schiavitù umana si arriva, per onestà intellettuale, ad ammettere anche l'ingiustizia della schiavitù nei riguardi degli animali.
La vera schiavitù è la condanna all'astensione.