La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.- Publilio Siro
La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.
Nessuno può essere giudice in una sua causa.
Poter nuocere a qualcuno e non volerlo fare è un grandissimo titolo di merito.
Chi vive in esilio senza casa è come un morto senza tomba.
La persona saggia non rifiuta mai nulla alla necessità.
Tre sono le cose che dovremmo sempre evitare: l'odio, l'invidia ed il disprezzo.
Il mistero dell'amore è più grande del mistero della morte.
Un confessore si recò da un moribondo e gli disse: «Vengo a esortarvi a morire in pace». L'altro rispose: «E io vi esorto a lasciarmi morire in pace».
A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi.
Si dovrebbe, per amore della vita - volere una morte diversa, libera, consapevole, senza accidenti, senza incidenti...
Confidenza toglie reverenza. Se trascorri abbastanza tempo vicino alla morte, smetti di averne paura e inizi a odiarla.
La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.
Quando pensiamo con orrore alla morte, la consolazione più sicura ed efficace che ci è data è sapere che essa ha almeno questo di buono, che è la fine della vita.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.
La morte, se somiglia allo spegnersi di una luce non mi spaventa: tutt'al più mi scoccia. L'unica cosa che mi spaventa è il dolore.
Si usano deplorare le morti premature, ma nessuno depreca quelle tardive, ben più incresciose di tutte.