La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.- Publilio Siro
La morte in sé non è una brutta cosa: brutta è la strada che porta alla morte.
Tutti obbediscono con animo sereno quando a comandare è una persona che ne è degna.
I piaceri più grandi disgustano se non c'è varietà.
Se tolleri i difetti di un amico senza correggerli, li fai tuoi.
Uccidere uno che dorme è come uccidere un assente.
Come uomini siamo uguali davanti alla morte.
Essere ricordati dopo morti, è una povera ricompensa per essere trattati con disprezzo mentre stiamo vivendo.
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
Tu non sai quanto la morte li attiri. Morire è sì un destino per loro, una ripetizione, una cosa saputa, ma s'illudono che cambi qualcosa.
Chi ha paura di sognare è destinato a morire.
Ad un certo punto della vita non è la speranza l'ultima a morire, ma il morire è l'ultima speranza.
Per uno che viene sepolto vivo ce ne sono cento altri che penzolano sulla terra, pur essendo morti.
La morte dei giovani è un naufragio. La morte dei vecchi è un approdare al porto.
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
Vai e prova a confutare la morte: la morte confuterà te, ed è tutto!
La morte è il non-essere. Dopo di me accadrà ciò che è stato prima di me. Se prima non abbiamo sofferto, vuol dire che non soffriremo dopo. Siamo come una lucerna che, spegnendosi, non può stare peggio di quando non era accesa. Solo nel breve intermezzo possiamo essere sensibili al male.