L'ozio è un'appendice della nobiltà.- Robert Burton
L'ozio è un'appendice della nobiltà.
Una religione è tanto vera quanto un'altra.
Tabacco, divino, raro, sovraeccellente tabacco, tanto superiore a tutte le loro panacee, oro potabile, pietra filosofale, sovrano rimedio di tutte le malattie.
Chi vive secondo le prescrizioni del dottore, vive infelicemente.
Se c'è un inferno sulla terra, questo si trova nel cuore di un uomo malinconico.
La cucina è diventata un'arte, una scienza nobile; i cuochi sono dei gentiluomini.
È sorprendente come può essere produttivo, a volte, non fare nulla!
La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno.
Il non fare nulla è la cosa più difficile del mondo.
Io vagheggio il «diritto all'ozio», mentre c'è chi si affanna a cercare con la lanterna, il diritto al lavoro nella carta costituzionale.
Il vero ozio dev'essere una scelta.
Non mi importa delle raffiche del vento e dei colpi dell'onda, ciò è molto meglio che passeggiare oziosi in un giardino.
La crudeltà è un lusso da oziosi, come le droghe e le camicie di seta.
Anche una fatica, magari, può dar gusto qualche volta, purché non sia un lavoro. Una fatica oziosa può riuscire utile e simpatica, ma il lavoro, invece, è una cosa inutile, e mortifica la fantasia.
Ozio: Intervalli di lucidità nei disordini della vita.
Nel nostro mondo l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.