Chi vive secondo le prescrizioni del medico, vive infelicemente.- Robert Burton
Chi vive secondo le prescrizioni del medico, vive infelicemente.
La speranza e la pazienza sono due rimedi sovrani per ogni cosa, i rifugi più sicuri, i cuscini più soffici su cui giacere nelle avversità.
È chiaro quanto di più crudele è la penna che la spada.
L'allegria è il principale motore che abbatte i muri della malinconia ed è una cura sufficiente in se stessa.
Una religione è tanto vera quanto un'altra.
La cucina è diventata un'arte, una scienza nobile; i cuochi sono dei gentiluomini.
Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo perfino il becchino sia triste.
Vivere è come amare: tutte le ragioni sono contro, tutti i sani istinti sono a favore.
Certe persone vivono in lotta con altre, con sé stesse, con la vita. Allora si inventano opere teatrali immaginarie e adattano il copione alle proprie frustrazioni.
Vivere è ricordarsi.
Comincia a vivere subito e considera ogni giorno come una vita a sé.
Chi vive sempre nel calore e nella pienezza del cuore e per così dire nell'aria estiva dell'anima, non può immaginarsi il misterioso rapimento che afferra le nature più invernali, che vengono eccezionalmente toccate dai raggi dell'amore e dal tiepido soffio di un solatio giorno di febbraio.
Meglio combattere per qualcosa che vivere per niente.
Vivi nell'atarassia, nella apatia, e troverai la tua felicità. Non preoccuparti mai; non volere gli entusiasmi, le forti emozioni. Siamo in un'epoca di egoismi senza individualità, e forse appunto per questo non si è inneggiato mai così forte al collettivismo.
Non è possibile vivere felicemente senza anche vivere saggiamente, bene e giustamente; né saggiamente e bene e giustamente senza anche vivere felicemente. A chi manchi ciò da cui deriva la possibilità di vivere saggiamente, bene, giustamente, manca anche la possibilità di una vita felice.
Vivere senza speranza significa rinunciare a vivere.