È la coscienza dei nostri limiti che c'impedisce di superarli.- Roberto Gervaso
È la coscienza dei nostri limiti che c'impedisce di superarli.
Il denaro è il bene superfluo più utile.
Chi dice che l'amore è eterno, o non conosce l'amore o non sa cos'è l'eternità.
La fedeltà è soprattutto mancanza di fantasia.
Cieca non è la fortuna, ma chi non sa afferrarla.
I vent'anni sono più belli a quaranta che a venti.
La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto.
La demenza non può riconoscere se stessa, nello stesso modo con cui la cecità non può vedersi.
I calcoli del cervello non richiedono il nostro sforzo cosciente, solo la nostra attenzione e la nostra apertura per lasciar passare le informazioni. Sebbene il nostro cervello assorba universi di informazioni, molto poco viene ammesso alla nostra consapevolezza normale.
Ciò che conosciamo di noi è solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa.
Il suo dolore era stato maggiore del mio. Quel dolore delinea il confine che ci separa. La sua morte mi ha insegnato a guardarmi dentro e a mantenermi distante. Quel dono di consapevolezza mi ha salvato la vita.
Soltanto la coscienza del soggetto, il giudizio della sua ragione pratica, può formulare la norma immediata dell'azione.
L'ora in cui non avrò più bisogno di spiegare è giunta, e con pazienza mi preparo a entrare nel buio, il buio che lo specchio del mondo non riflette.
La sofferenza accresce la forza interiore; il desiderio di soffrire fa scomparire la sofferenza.
Ho capito cosa significa mangiare altri esseri viventi, ucciderli per nutrirci, e come ci alleniamo a non comprendere che nel nostro piatto ci sono le zampe mutilate di una gallina.
Il film svolge una funzione di presa di coscienza. Questo è il massimo che si può chiedere a un film.