Signore dammi la castità e la continenza, ma non subito.- Sant'Agostino
Signore dammi la castità e la continenza, ma non subito.
La vita umana non si identifica con la luce del sole, come avevano cantato i poeti latini e greci, ma con l'attesa della luce di Dio: «Questa è la Luce, è l'unica Luce, e un'unica cosa sono coloro che la vedono e la amano».
Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo, per il corpo di Cristo, che è la Chiesa.
La perfezione dell'uomo consiste proprio nello scoprire le proprie imperfezioni.
Anche immerso nelle tenebre e nel silenzio io posso, se voglio, estrarre nella mia memoria i colori, distinguere il bianco dal nero e da qualsiasi altro colore voglio.
Non esisterei, dunque, mio Dio, non esisterei affatto, se tu non fossi in me. O meglio non esisterei se io non fossi in te, da cui, per cui, in cui tutto esiste.
Il piacere dell'amore è di amare, e si è più felici per la passione che si nutre che per quella che si ispira.
Indulgere al piacere è l'inizio di tutti i mali.
Bello e virtù e le altre cose del genere vanno onorate se valgono a procurare piacere, se no, si mandino in pace.
Il piacere è peccato, e qualche volta il peccato è un piacere.
Non è certo il piacere che rende la vita degna di essere vissuta.
Nelle immersioni sul fondo del piacere rischiamo di prendere più sabbia che perle.
Il bisogno dell'uomo di ricavare piacere dai suoi processi mentali ricrea sempre nuovi motti che poggiano sui nuovi interessi del giorno.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
Una cosa buona non ci piace, se non ne siamo all'altezza.
Niente può piacere con continuità, che non contenga in se stesso la ragione perché esso deve essere così, e non altrimenti.