Quando tutto è sempre perfetto non puoi sapere cos'è la felicità.- Serena Dandini
Quando tutto è sempre perfetto non puoi sapere cos'è la felicità.
Siamo tutti legati da una catena infinita di insicurezze, una collana di esseri umani che si giudicano "non all'altezza" fino a che qualcuno spezza l'incantesimo dichiarandoci stima e amore eterno.
Sono i fallimenti che ti insegnano la pazienza, la costanza, la precisione e la cura necessaria in quello che fai.
L'amore è autoipnosi. Ti convinci che è l'unica cosa che ti fa alzare dal letto e poi non è più così, improvvisamente, apri gli occhi una mattina e desideri solo il tuo cornetto preferito già sfornato al bar sotto casa. E niente più.
Platone descriveva l'incontro con la bellezza come un corto circuito che ci proietta fuori dal nostro quotidiano, una scossa anche dolorosa di saudade che squarcia il solito orizzonte e ci spinge a desiderare qualcosa che non conosciamo ma di cui misteriosamente abbiamo bisogno.
Il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione.
Quei gabbiani che non hanno una meta ideale e che viaggiano solo per viaggiare, non arrivano da nessuna parte, e vanno piano. Quelli invece che aspirano alla perfezione, anche senza intraprendere alcun viaggio, arrivano dovunque, e in un baleno.
I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio.
Non cercare di splendere come la giada, ma sii semplice come la pietra.
Come, quand'è perfetto, l'uomo è la migliore delle creature, così pure, quando si stacca dalla legge e dalla giustizia, è la peggiore di tutte.
La bellezza non è superflua in nessun corpo animale, anzi è la perfezione raggiunta in un lavoro svolto.
Le mogli degli scapoli e i figli delle vergini sono sempre perfetti.
Lottare per la perfezione è il più grande freno che esista... È la tua scusa personale per non fare nulla. Invece, lotta per l'eccellenza, facendo del tuo meglio.
La nobiltà dell'anima, l'eleganza dei gesti di ogni giorno, la perfezione di un unico fiore bianco. Questa è l'immagine della Sicilia che porto dentro di me, e quello catturato in questo delicato profumo .
L'ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l'umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l'animale parlante.