Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.- Sergio Quinzio
Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.
Il nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il nulla.
La forza capace di dire parole vere è la stessa che è necessaria per tacere.
L'odio sembra capace più dell'amore di serbare memoria.
Certo non la pietà, non l'umiltà, non l'ingenuità, non la debolezza possono salvarci, ma forse il disporsi con orrore a povere, sconfitte e disperate cose come queste.
Anche la polvere del nostro amore è qualcosa, confrontata al nulla del mondo.
Quelli che soffrono d'indigestione stanno male quanto quelli che muoiono di fame.
Il niente è da preferirsi al soffrire? Io perfino nelle pause in cui piango sui miei fallimenti, le mie delusioni, i miei strazi, concludo che soffrire sia da preferirsi al niente.
Posso simpatizzare con qualsiasi cosa, tranne che con la sofferenza.
Non lasciar discutere la propria coscienza, né disarmare la propria volontà, è così che si ottiene la sofferenza, è così che si ottiene il trionfo.
C'è qualcosa di terribilmente morboso nella compassione che oggi si prova per la sofferenza. Si dovrebbe provare simpatia per il colore, la bellezza, la gioia di vivere. Quanto meno si parla dei mali della vita, tanto meglio è.
Il mondo non accetta volentieri le persone che soffrono senza pudore. Ognuno vuole solo illudersi che il male non esiste e così nessuno accetta di dividere troppo a lungo con qualcuno la testimonianza del contrario.
Un uomo che soffre prima del necessario soffre più del necessario.
Ciò che propriamente fa rivoltare contro la sofferenza non è la sofferenza in sé, bensì l'assurdità del soffrire.
La coppa della sofferenza non ha la stessa misura per tutti.
La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza; tristezza, lamenti, dolore fisico e mentale, angoscia, sono sofferenza; la separazione da ciò che piace è sofferenza, non poter avere ciò che si desidera è sofferenza.