Le cose lontane che non si possono neppure sognare si dimenticano.- Sergio Quinzio
Le cose lontane che non si possono neppure sognare si dimenticano.
Certo non la pietà, non l'umiltà, non l'ingenuità, non la debolezza possono salvarci, ma forse il disporsi con orrore a povere, sconfitte e disperate cose come queste.
Che la sofferenza sia più grande della colpa è la terribile, la distruttiva verità della croce.
Anche la polvere del nostro amore è qualcosa, confrontata al nulla del mondo.
La mancanza di volontà di vivere, che oggi dilaga endemica, è l'unica malattia certamente mortale, alla quale non ci sarà rimedio in eterno.
Il nichilismo l'abbiamo già alle spalle, di fronte abbiamo il nulla.
È incredibile come persone che sono sempre state vicine possano diventare all'improvviso estranee.
Esserci sempre, ma da lontano.
Solamente chi trae l'un dopo l'altro i giorni lontano dagli affetti che prima non si guastano e troppo tardi si apprezzano e amano, può comprendere quanto sia il rimpianto dei beni ignorati per l'anima che si ammala di nostalgia.
Vederti, udirti, e non amarti... umana cosa non è.
Sembrava che ci amassimo meglio quando c'era una spazio di due continenti tra noi. Il lavoro quotidiano dell'amore era spesso difficile da gestire in casa.
Stare un minuto, un solo minuto, lontano da te, mi costa molto e starci una giornata intera ha per me un prezzo altissimo.
Salutarsi è una pena così dolce che ti direi addio fino a domani.
Penso sia vero che il destino di persone lontane è legato da un filo, e che i desideri di ognuno sono ascoltati dal Cielo e dalla Terra senza che possiamo interferire.
Ci telefoniamo perché solo nel chiamarci a lunga distanza si perpetua il richiamo della lontananza, il grido di quando la prima grande crepa della deriva dei continenti s'è aperta sotto una coppia di esseri umani.