Le speranze possibili servono a metterci al riparo dalla disperazione.- Simone Perotti
Le speranze possibili servono a metterci al riparo dalla disperazione.
Chi rifiuta e basta è schiavo di ciò che odia, non discepolo di ciò che ama.
Assisteremo a piroscafi carichi di italiani che viaggiano in terza classe verso la Cina e l'India invece che verso l'America?
La perdita di importanza delle scienze umane e segnatamente della filosofia è una delle cause della nostra decadenza. Da troppo tempo i filosofi non ispirano le vite degli uomini. E i risultati si vedono.
Il consumismo ha vinto laddove nessuna ideologia, credo o fede hanno potuto prevalere.
I corpi li unisce il piacere, le anime la pena.
Perseverare, confidando nella speranza che ha, è il coraggio dell'uomo. Il codardo dispera.
Non c'è cosa come l'assenza di fiducia; è sempre l'una delle due condizioni - ottimismo, o cinismo e disperazione.
La costanza e la fedeltà non meritano che disperazione e abbandono.
Quando abbiamo perso tutto, inclusa la speranza, la vita diventa una disgrazia e la morte un dovere.
Disperare è il più grande dei nostri errori.
La bellezza è insopportabile, ci guida alla disperazione, offrendoci per un minuto uno squarcio dell'eternità che vorremmo allungare sopra la totalità del tempo.
Nei miei personaggi non c'è un reale pentimento ma c'è la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.
Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.
Nessun dramma personale è tale da poter essere vomitato in faccia agli altri. Per quelli rimediabili, basta e avanza la commedia. Per quelli irrimediabili, in novecentonovantanove casi su mille è preferibile il silenzio. È più decente.