Siamo stati tutti dei gridi perduti nella notte.- Massimo Recalcati
Siamo stati tutti dei gridi perduti nella notte.
Coloro che decidono per il suicidio sono uomini che hanno perduto la loro immagine, che hanno incontrato uno specchio in frantumi, che non possono più riconoscersi in nulla. Sono stati spogliati della loro stessa immagine.
Non si può giocare davvero a nessun gioco se si sa in anticipo di vincere sempre.
La psicoanalisi non è solo in rapporto alla politica ma è politica, perché è una prassi che s'incentra sulla traduzione. La traduzione non è repressione, ma è il cuore di ogni pratica democratica del desiderio.
È molto più trasgressivo giurare amore eterno che passare da un corpo all'altro senza alcun vincolo amoroso.
La vita non è che una lunga perdita di tutto ciò che si ama. Ci lasciamo dietro una scia di dolori. Il destino ci confonde con una prolissità di sofferenze insopportabili. E con tutto ciò ci si stupisce che i vecchi si ripetano. È la disperazione che ci rimbecillisce.
Ma che paese è questo dove gli unici che hanno ancora qualche speranza vengono chiamati disperati?
Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole più nessuno.Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi, perché da questo momento niente servirà più a niente.
È come se la disperazione che fiuta fosse lo spunto per quella che può provocare.
"Ma": la terribile parola della disperazione.
Chi appartiene alla disperazione non può appartenere a nessuno.
Quando un uomo è entrato nella zona estrema della disperazione, niente più nella sua vita è casuale.
Per l'uomo che prega molto non esistono disperazione né amara tristezza.
La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare.
Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere.