La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizie variano all'infinito.- Simone Weil
La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizie variano all'infinito.
Se non ci fosse, a questo mondo, l'infelicità, ci potremmo credere in paradiso.
Solo l'infinita purezza non viene contaminata dal contatto col male. Ogni purezza limitata finisce con il corrompersi, se il contatto è prolungato.
L'attenzione assolutamente pura è preghiera.
La pietà di se stessi non appartiene alla sventura estrema. Al di sotto di un certo livello di sventura, la pietà si muta in orrore per sé così come per gli altri. Per questo Napoleone diceva che le vere sventure non si raccontano; e gli antichi, che i grandi dolori sono muti.
L'infelicità rende Dio assente agli occhi degli uomini per un certo tempo, più assente di un morto, più assente della luce in una prigione oscura.
Chi elogia la nostra giustizia, somiglia terribilmente a quella persona che cercava di consolare una vedova il cui marito era morto per una grave forma di polmonite, dicendole per tranquillizzarla che "forse non era andata poi tanto male".
Il luogo della giustizia è un luogo sacro.
L'uomo potrà sfuggire alla giustizia umana ma non a quella divina.
Non bisogna guardare quale sia il premio di una giusta azione: il premio maggiore consiste nella giustizia.
Vogliamo il salario. Vogliamo l'orario di lavoro. Viva il grande sciopero! Viva la giustizia!
Il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici nella lotta contro il dolore.
Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno giustiziati.
La giustizia suppone già molto amore.
In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.
La giustizia non è mossa dalla fretta... e quella di Dio ha secoli a disposizione.