Prima condizione della felicità è l'essere saggi.- Sofocle
Prima condizione della felicità è l'essere saggi.
Qualsiasi mortale che sia infuriato per i propri torti e usi un farmaco peggiore del male è un medico che non comprende la malattia.
Nessuno ama colui che porta cattive notizie.
Che cosa terribile quando il giudice equo dà una sentenza iniqua.
Gli uomini orgogliosi imparano in vecchiaia a essere saggi.
La vita più dolce sta nel non avere alcun pensiero.
Il saggio non schiaccia gli altri con la sua superiorità; non li umilia mettendo in rilievo la loro incapacità.
L'uomo saggio si ferma quando comprende che la sua condotta è sbagliata e ripara il male. L'unico peccato è l'orgoglio.
La virtù è una musica e la vita del saggio un'armonia.
Il saggio che si è adattato alle necessità sa meglio spartire con gli altri che prendere tutto per se; nell'autosufficienza ha trovato un tesoro così grande.
La storia ci presenta persone ben più sagge di Cristo; citerò soltanto Buddha e Socrate, che, sotto questo aspetto, mi appaiono molto superiori.
L'uomo superiore vive in pace con tutti senza agire come tutti. L'uomo volgare agisce come tutti e non va d'accordo con nessuno.
Come non c'è stoltezza maggiore di una saggezza inopportuna, così non c'è maggiore imprudenza di una prudenza distruttrice.
Se il matto persistesse nella sua follia, andrebbe incontro alla saggezza.
La saggezza è rendersi conto di quando non si può essere saggi.
L'uomo veramente buono e saggio sopporta dignitosamente tutte le vicende della sorte e tra le azioni che gli si prospettano compie sempre quelle più belle, come anche il buon generale usa l'esercito di cui dispone nel modo più efficace in guerra.