La fede non si può comprendere; il massimo a cui si arriva è poter comprendere che non si può comprendere.- Kierkegaard
La fede non si può comprendere; il massimo a cui si arriva è poter comprendere che non si può comprendere.
Se un uomo fosse tanto furbo da poter nascondere di essere pazzo, potrebbe far impazzire tutto il mondo.
Misteri ha l'amore, e il primo invaghimento non è certo il minore.
Osare è perdere momentaneamente l'equilibrio. Non osare è perdersi.
Le seconde nozze sono soltanto una mediocre ristampa, una mediocre seconda edizione.
La vita si può capire solo all'indietro, ma si vive in avanti.
La fede è una ragione di vita, più passa il tempo e più diventa importante.
Al funerale di un amico o davanti allo sfogo di disperazione di un altro, ci troviamo faccia a faccia con la realtà, distogliamo lo sguardo con terrore e sconcerto. In questa cultura la fede è condannata ad avere la funzione di consolazione per quanti non sono all'altezza.
Fede significa non voler sapere quel che è vero.
Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.
La fede e il dubbio sono entrambi necessari.
Nessun raggio di sole va perduto, ma il germoglio che esso risveglia ha bisogno di tempo per spuntare. Non sempre è concesso al seminatore di partecipare al raccolto. Ogni opera che abbia valore è frutto di fede.
Il cuore, non la ragione, sente Dio; ecco ciò che è la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione.
Il credente sa come si dubita, il miscredente non sa come si crede.
Se l'uomo non condivide la nostra fede, diciamo che è matto e tutto è a posto. Cioè, tutto è a posto oggi, perché non possiamo più bruciarlo.
Al tempo di Lutero e di Calvino, l'Europa si faceva sterminare per stabilire se ci si salva con le opere e con la fede, o solo con la fede. Ma oggi nessuno darebbe una goccia di sangue per tutti i dogmi vecchi e nuovi.