Ho sognato la realtà. Che sollievo, svegliarsi!- Stanisław Jerzy Lec
Ho sognato la realtà. Che sollievo, svegliarsi!
Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici.
Che l'uomo sia lacerato dal cielo e dalla terra, pazienza, ma il peggio è che alla fine del cielo vuole il brandello che è stato strappato dall'inferno, e l'inferno è affamato di quello conquistato dal cielo.
Non è cieca la via da cui si può far marcia indietro.
In cima ad ogni vetta si è sull'orlo dell'abisso.
Deve essere davvero ricco un Paese che può permettersi di trasformare in poliziotti metà della popolazione e di tenere l'altra metà in prigione a spese dello stato.
La malattia della cultura del XX secolo è l'incapacità di percepire la realtà. Le masse si raccolgono davanti alla televisione a guardare teleromanzi, film, idoli rock, e vivono selvagge emozioni attraverso questi simboli; ma nelle loro vite quotidiane sono emotivamente morte.
La realtà non è idillica e non risparmia problemi né ostacoli a nessuno.
Ogni istante si dissolve in un soffio trasformandosi immediatamente in passato, la realtà è effimera e transitoria, pura nostalgia.
Si può chiudere un occhio sulla realtà, ma non sui ricordi.
Ci sono volte in cui la mente riceve un tale colpo da nascondersi nella follia. Ci sono volte in cui la realtà non è altro che sofferenza. E per sfuggire a quella sofferenza, la mente deve lasciarsi alle spalle la realtà.
La realtà va inventata.
La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.
La realtà c'è, è là, inconfutabile.
Ma sia questa realtà o sogno, una sola cosa importa: agire bene; se è realtà, perché lo è, e se no, per acquistare amici per il momento del risveglio.
Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.