L'arte vuol sempre irrealtà visibili.- Jorge Luis Borges
L'arte vuol sempre irrealtà visibili.
L'originale è infedele alla traduzione.
Una delle scuole di Tlön nega perfino il tempo: argomenta che il presente è indefinito, che il futuro non ha realtà che come speranza presente.
All'allievo che gli chiede se esiste il paradiso, il maestro Paracelso risponde dicendogli che il paradiso esiste ed è questa nostra Terra. Ma esiste anche l'inferno, e consiste nel non accorgersi che viviamo in un paradiso.
L'uomo vive nel tempo, nella successione del tempo, e il magico animale nell'attualità, nell'eternità costante.
I funzionari di polizia si divertono a parlare in gergo, come i bambini della quinta elementare.
Sapere invecchiare è il capolavoro della saggezza, e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita.
Povera gente! L'Arte non è sbriciolare la propria anima; è di marmo o no, la Venere di Milo?
L'arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati.
Le divergenze di opinioni suscitate da un'opera d'arte, indicano che essa è nuova, complessa e vitale.
Se l'arte servisse a redimere l'uomo, lo potrebbe fare solo riscattandolo dalle responsabilità della vita, restituendogli un'inaspettata fanciullezza.
L'arte è un farmaco per gli imbecilli.
Arte è imporre un disegno all'esperienza, e il nostro godimento estetico sta nel riconoscere quel disegno.
L'arte è una dimostrazione di cui la natura è la prova.
L'arte non deve mai tentare di farsi popolare. Il pubblico deve cercare di diventare artistico.
Gli artefici trattano delle cose dell'arte loro.